IL  PROGRAMMA DI AZIONE

DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE

“NOI RAGAZZI DEL MONDO”

 

L’Ottavo Obiettivo del Millennio, che recita: “Sviluppare una partnership globale per lo sviluppo” è l’obiettivo a cui come associazione Intenzionale Noi Ragazzi del Mondo , possiamo partecipare in pienezza, dando il nostro contributo sia con il nostro lavoro con gli enti locali sia con il lavoro nelle scuole e nel territorio.

E’ lo sforzo con cui, dal basso, cercheremo di promuovere, sempre più profonda, la comunione tra il Nord e il Sud del Mondo, condizione necessaria per realizzare gli altri obiettivi (1/7).

Per questo abbiamo aderito all’impegno preciso della Coalizione italiana contro la povertà che, nel marzo 2005, recitava come ultima risoluzione: “accrescere le relazioni e gli scambi tra le comunità del nostro Paese e quelle dei Paesi impoveriti intensificando i progetti di cooperazione decentra e di solidarietà internazionale".

Nella nostra azione, tra le priorità, c’è lo scambio permanente tra i ragazzi del Nord e del Sud del Mondo.

 

Leggendo l’ultimo rapporto Caritas si dice che il Sud bussa sempre più alla nostra porta ed è sempre più a casa nostra (in Italia 3 milioni d’immigrati) “senza di loro sarebbe un disastro”, aiutano il nostro sviluppo.

Allora dobbiamo capire i loro problemi e aiutarli veramente a risolverli. …

 

… INVECE

 

L’ultimo rapporto della FAO, a 10 anni dal 96, dice che la fame è aumentata nel Sud del Mondo. Aumento di 4 milioni l’anno.

Avevano promesso, i 189 Stati Membri, nel 96, che l’avrebbero dimezzata entro il 2015. Oggi ci sono ancora 850 milioni d’affamati.

Il vertice è stato disertato dai capi. Essi hanno notevolmente rinunciato alla lotta. Si dice che non c’è volontà politica.

Le cause della fame sono: gli aiuti ai Paesi poveri sono diminuiti, l’agricoltura dei Paesi poveri riceve meno aiuti di prima, il commercio dei prodotti agricoli è iniquo, le materie prime sono sfruttate dalle multinazionali, il debito, soprattutto in Africa, strangola questi Paesi, per lo più corrotti.

Tutte cose a cui ci si era impegnati nel 96 per il cambiamento.

Non si è cambiato nulla perché il modello di sviluppo che guida l’economia e i governi corrotti è solo di profitto, di sfruttamento di risorse degli uomini, d’ingiustizia. La globalizzazione come viene vissuta è la grande causa …

 

… MA

 

Questa ingiustizia continua che facciamo al Sud, da tempo e oggi, porta all’estremo l’invivibilità anche nel Nord del Pianeta, di tutto il sistema. Tutto il Mondo è in pericolo!

Coincidenza significativa, questi giorni, del rapporto FAO sulla Fame e del rapporto STERN a Londra, sul cambiamento climatico con l’effetto serra. La difesa dell’ambiente diventa la sfida primaria per salvare il Pianeta. Non c’è più tempo!

Il disastro è per l’oggi, nel corso della nostra vita.

Kyoto deve essere applicato da tutti e radicalmente. Non solo dagli Stati Uniti ma anche dai Paesi emergenti. Cina e India, devono cambiare sistema.

 

NORD E SUD DEVONO ESSERE UNITI NELLA LOTTA COMUNE

 

 Quale il nostro contributo? Quale le nostre azioni prioritarie, in questo quadro?

 Noi nel 2004, abbiamo lanciato già il grido, attraverso la venuta dei nostri ragazzi ecuadoriani: “Ragazzi del Mondo uniamoci per salvare la Pacha Mama, la Madre Terra dalla sua distruzione”.

Oggi, come si approfondisce la nostra azione?

Anzitutto dobbiamo aiutare gli enti locali ad accogliere il Sud nei suoi immigrati, nel loro bisogno di uscire dalla miseria, la fame e la corruzione dei loro Paesi.

Le nostre comunità locali devono più sinceramente fare accoglienza agli immigrati.

Non sono solo braccia di lavoro.  L’Interculturalità è una ricchezza anche per noi, troppo ripiegati in noi stessi.

Essi poi, pensano moltissimo ai loro Paesi, con le rimesse che danno. Ci aiutano così a capire i loro problemi come problemi nostri, del nostro comportamento sbagliato nei riguardi dei loro Paesi.

Farci capire le nostre passate responsabilità, molto pesanti. Ma anche quelle presenti, per aiutarci a cambiare il nostro modello di sviluppo che ci porta all’autodistruzione, aiutarci a cambiare la nostra azione in più giustizia e solidarietà vera.

Spetta molto ai giovani la ricerca della verità della giustizia, su queste cose, mentre si costruisce un vero rapporto d’accoglienza nelle comunità locali.

 

IL SUD INSEGNA L’AUTO SVILUPPO AL NORD

 

Abbiamo detto il Nord e il Sud insieme devono affrontare il problema dell’ambiente. Ed è proprio sul modello di sviluppo che il Sud può aiutarci a cambiare. Il Sud può insegnarci l’autosviluppo delle comunità locali, dove non conta il profitto a tutti i costi, ma la sostenibilità dello sviluppo con il rispetto delle comunità locali, delle culture, dell’ambiente e delle persone.

Il Sud resiste al nostro modello di sfruttamento e di puro profitto, l’America Latina, (in questi giorni il Brasile) sta alzando la testa, per questo noi saremo sempre nello scambio in un rapporto privilegiato con i ragazzi dell’America Latina: Ecuador, Bolivia e quest’anno anche il Brasile.

Ma aldilà delle grandi campagne a cui partecipiamo, per cambiare il sistema Mondo e per darci un vero governo dei mali prodotti del falso sviluppo (campagne per la riforma dell’ONU, del fondo monetario, del commercio, la campagna sdebitarsi ecc. ecc.), prioritaria deve essere per noi l’azione concordata dagli enti locali per la cooperazione decentrata.

 

LA COOPERAZIONE DECENTRATA ANZITUTTO

 

 Prioritaria è un’azione concordata con enti locali, provincie e regioni, aiutati dalle ONG più volenterose e sensibili, per far sì che attui sino in fondo, nello spirito della cooperazione decentrata l’aiuto all’autosviluppo del Sud, comunità locale per comunità locale. Uno sviluppo voluto da loro, armonico e di buon governo, di politiche sociali,  d’istituzioni concordi, in cui l’economico non prevalga sul sociale.

Le agenzie dell’ONU (UNOPS, UNDP, UNESCO, UNIFEM ecc.) si sono date con l’ART GOLD (l’appoggio alle rete territoriali) tale programma d’aiuto.

Noi in Ecuador portiamo avanti con loro, con un art gold, il nostro programma a partire dall’autosviluppo dei progetti dei nostri ragazzi.

I nostri enti locali, sulla spinta anche della partecipazione dei nostri ragazzi, devono sempre più sposare tali programmi e devono aiutare tutta la comunità locale a sentire il Sud come casa nostra.

Tutti insieme per concorrere al loro autosviluppo (imprese, economia solidale, commercio equo, ecc).

Il loro autosviluppo ci appartiene perché il successo con loro aiuta noi del Nord ad uscire dal circuito perverso in cui noi siamo immersi, in cui siamo tutti mercificati ed omologati: si sono persi i valori universali e ci si arrocca in false identità religiose (i teocon), nazionaliste, razziste e corporative all’estremo.

 

 

SI E’ PERSA LA SPERANZA!  LAVORO NELLE SCUOLE

 

Nella crisi di valori del Nord, su cui ai giovani non si è dato più una vera identità (la crisi della scuola è profonda) e non si è data responsabilità di futuro, essi hanno perso la Speranza. I progetti di vita dei ragazzi del Sud, promossi anche dai nostri ragazzi del Nord, attraverso lo scambio di conoscenze e amicizie, possono servire per rilanciare la speranza per tutte le nuove generazioni di poter costruire un Mondo nuovo, perché possa essere vero che le cose cominceranno a cambiare a partire dal Sud del Mondo.

 

E’ il lavoro d’animazione che facciamo e che dobbiamo fare nelle scuole coinvolgendo anzitutto gli insegnanti, che devono essere preparati a trasmettere queste visoni di fondo, ma che deve puntare sul protagonismo dei giovani, che devono essere capaci di favorire, con l’azione di solidarietà, l’autosviluppo dei loro amici del Sud a cui saranno sempre più affezionati.

L’anno di volontariato nel servizio civile anche internazionale può favorire tale scambio. L’Associazione Internazionale Noi Ragazzi del Mondo che diventa una vera ONG per lo sviluppo con il Ministero degli Esteri, ci aiuterà ancora di più.

Far sì che la progettualità dei giovani s’investa sempre di più di tale problema – risorsa del rapporto Nord e Sud.

 

 

 

PROGETTI DI AUTOSVILUPPO ANCHE AL NORD PER I GIOVANI

 

Alla progettualità d’autosviluppo dei ragazzi e giovani del Sud, coinvolgendo i nostri territori (le periferie del Mondo sono simili), dobbiamo mano a mano legare progetti d’autosviluppo per il nostro ambiente del Nord, in cui il futuro è rigidamente preordinato, in una civiltà di massa in cui non c’è futuro libero, in un ambiente statico in cui le nuove generazioni sono senza futuro.

Dobbiamo aiutare le nuove generazioni a recuperare la loro speranza.

Una nuova concezione della politica, della politica come servizio, è necessaria per accompagnare la creatività possibile delle nuove generazioni verso il futuro sostenibile, con tutta la complessità dei problemi che esse devono affrontare e su cui i politici devono guardare al tempo lungo e non al consenso su cui basano il loro potere. Bisogna superare il vuoto delle nuove generazioni e il tradimento dei politici.

 

 

 

ANCHE LE DONNE PROTAGONISTE

 

Alle progettualità dei ragazzi e dei giovani va congiunta la progettualità che parta dalle donne in un’azione anch’essa prioritaria. Nei Paesi del Sud esse sono molto attive e resistenti.

Noi con il protagonismo delle donne dobbiamo partire dalla Bolivia.

Ma un Continente intero, l’Africa, è il grande problema, regno delle disuguaglianze estreme e dei problemi più emergenti e l’Africa è in pista, sta reagendo e sono soprattutto le donne ed i ragazzi lavoratori di strada organizzati, sono la grande speranza di cambiamento.

Nel Mundialito dei ragazzi lavoratori di strada che si è tenuto in questi giorni in Italia, a Siena, si è parlato di un movimento di essi (circa 30 mila), in 20 Paesi africani e 80 Città. Essi possono diventare nostri partner precisi insieme alle donne africane, che sono ben organizzate nel recupero dell’agricoltura. Movimento che può salvare il Mondo dalla fame: invece di favorire il modello globalizzato di produzione delle multinazionali si favorirà il modello dell’autosviluppo.

Allora nelle regioni italiane (Marche, Umbria e Lazio), dove siamo presenti come Movimento di Capodarco (tra poco anche in Sicilia, la Sicilia porta dell’Africa) dobbiamo sviluppare molto la solidarietà per i progetti dell’autosviluppo dell’Africa.

Il Comune di Roma è molto sensibile a ciò e potrebbe aiutarci.

 

IL MOVIMENTO DI CAPODARCO

 

Il Movimento di Capodarco, a cui siete invitati a partecipare vi dice di farvi attivi con noi, in questa grande progettualità che parte dai giovani e che può cambiare anche il vostro stile di vita quotidiano concretamente. Sentirvi con noi cittadini del Mondo in comunione con i nostri fratelli del Sud, sempre più vicini.

Chiediamo così di sostenere le attività delle nostre associazioni regionali “Noi ragazzi del Mondo”, perché proprio gli adulti devono accompagnare il protagonismo dei ragazzi e dei giovani che si spingeranno con i loro progetti di vita molto più avanti dei giovani del 68. Su quel senso naturale di speranza e di giustizia che essi hanno.

I loro sogni uniti ai nostri potrebbero diventare realtà. Ma la fede più matura degli adulti li deve accompagnare e sostenere perché il loro coraggio di fronte alle difficoltà non defletta.

 

 

                                                                  Don Franco Monterubbianesi

 

 

 

Roma, novembre 2006